Superbonus, i dati dell’Agenzia delle Entrate confermano il ruolo dei professionisti come argine agli illeciti

“Dai dati forniti dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate in occasione della sua audizione presso la Commissione Bilancio del Senato lo scorso 10 febbraio, alle frodi nell’ambito delle cessioni dei crediti d’imposta l’eco bonus risulta concorrere per il 34%, il bonus facciate addirittura per il 46%, mentre il Superbonus, misura sulla quale si è concentrata di recente l’attenzione della politica e dell’informazione, solo per il 3%. Numeri questi che dimostrano un dato incontrovertibile ossia che i professionisti abilitati al controllo, attraverso l’asseverazione tecnica e il rilascio del visto di conformità, sono un presidio fondamentale, un argine agli illeciti. Lo sono nei fatti sebbene nell’immaginario collettivo, complice anche un’informazione molte volte distorta, il professionista sia quasi sempre ritenuto addirittura come parte di un ingranaggio che favorisce il malaffare”. Lo scrive il coordinamento delle associazioni sindacali dei commercialisti italiani (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO).

“Tutto questo, senza contare che lo stesso legislatore ha dato purtroppo prova, ancora una volta, di non saper valorizzare adeguatamente il ruolo delle professioni.

Non è certamente un caso che il Superbonus, misura che fin dalla sua introduzione contempla l’asseverazione e il rilascio del visto di conformità ai fini dell’ottenimento dell’agevolazione fiscale da parte del contribuente, concorra in modo esiguo agli oltre 4,4 miliardi di euro di frodi. Non è neppure un caso il cambio di rotta da parte del legislatore che solo lo scorso novembre, con apposito decreto (c.d Decreto antifrode n. 157/2021) ha deciso di estendere le stesse regole del Superbonus, sul piano dei controlli, delle verifiche e dei massimali di spesa, a tutti i benefici fiscali.

Lo scenario purtroppo era ampiamente prevedibile, e le Associazioni di categoria dei commercialisti a suo tempo avevano rappresentato i rischi derivanti dal mancato coinvolgimento del ruolo del professionista, rischi che, come attestano i dati dell’Agenzia dell’Entrate, si sono concretizzati.

Lo sforzo collettivo deve essere nella direzione di contrastare ogni abuso, sempre, qualunque sia la sua entità, sulle procedure però le norme non possono essere approssimative e sarebbe utile che il legislatore avesse considerazione anche del contributo che i professionisti sono sempre disponibili ad apportare, professionisti che da tempo chiedono di partecipare a tavoli istituzionali di confronto per poter presentare le loro proposte”.

 

 

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