“Scadenza autodichiarazione aiuti di stato, violate le norme dello Statuto del Contribuente”

I presidenti delle nove associazioni sindacali dei dottori commercialisti hanno scritto ai Garanti del Contribuente delle regioni italiane in merito al provvedimento n. 143438 del 27 aprile scorso, con il quale l’Agenzia delle Entrate ha stabilito i contenuti e le modalità di presentazione della dichiarazione sostitutiva per i soggetti che hanno beneficiato degli aiuti di stato durante l’emergenza Covid-19, fissandone la presentazione telematica entro il 30 giugno prossimo.

LEGGI LA LETTERA DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI.

“I dati da riportare nel modello di autodichiarazione – si legge nelle lettera – sono quelli relativi agli aiuti ricevuti dal 1° marzo 2020 al 30 giugno 2022. Ciò significa che l’arco temporale oggetto della comunicazione si conclude il giorno stesso della scadenza dell’adempimento. Inoltre la finestra per l’invio telematico specificata sul modello, ossia dal 28 aprile al 30 giugno, non è in linea con il periodo al quale devono riferirsi i dati da comunicare”.

Le associazioni hanno inteso evidenziare che il termine stabilito dall’Agenzia delle Entrate “non solo è contrario a qualsiasi logica, ma costituisce soprattutto una palese violazione dello Statuto del Contribuente, i cui principi sono purtroppo frequentemente ignorati dall’Amministrazione Finanziaria con conseguente grave nocumento per i cittadini contribuenti e per i professionisti intermediari che li assistono”.

In aperto contrasto con le norme dello Statuto del Contribuente, “l’Agenzia delle Entrate – si legge ancora – richiede dati che sono già nella sua disponibilità, con ciò violando l’art. 6, comma 4, legge 212/2000 ed esponendo, peraltro, il denunciante anche al rischio di errori e di conseguente irrogazione di sanzioni civili e penali. Del resto, in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2020, gli stessi dati sugli aiuti di stato sono stati già messi a disposizione dell’Agenzia. Il che rende ancor più incomprensibile l’arco temporale stabilito per l’autodichiarazione in parola”.

La richiesta ingiustificata dell’Agenzia delle Entrate di informazioni di cui la stessa già dispone è un comportamento già sottoposto all’attenzione dei Garanti lo scorso anno. “Sebbene quest’ultime abbiano espresso l’opportunità da parte dell’Agenzia di attivarsi per realizzare i necessari collegamenti delle banche dati interessate, ad oggi nulla è cambiato.

Per le ragioni così enunciate, l’adempimento in scadenza al 30 giugno si manifesta illegittimo. Oltre che contrario ai principi immanenti nel nostro ordinamento. Ragione per la quale le associazioni intendono ribadire l’opportunità di una sua abrogazione. Fermo restando che il termine stabilito è in ogni caso inadeguato con la conseguente necessità, già opportunamente evidenziata, di un provvedimento di proroga”.

Alle Autorità le associazioni rivolgono, infine, la richiesta di un intervento nei confronti del comportamento adottato dall’Agenzia delle Entrate. “L’Agenzia si adoperi per un agire che sia rispettoso delle norme dello Statuto del Contribuente”.

La missiva è firmata dai presidenti ADC, Maria Pia Nucera; AIDC, Andrea Ferrari; ANC, Marco Cuchel; ANDOC, Amelia Luca; FIDDOC, Antonella La Porta; UNAGRACO, Giuseppe Diretto; SIC, Stefano Sfrappa; UNGDCEC, Matteo De Lise; UNICO, Domenico Posca.

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